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11 Nov 2009 

La più grande condanna dell'uomo

La condanna più grande dell'uomo è la sua ricerca costante ed estenuante di quella utopica chimera che è comunemente chiamata felicità....

Gli esseri umani si affannano per la "felicità", si scontrano, generano odio e guerre per accaparrarsi la loro fetta di "felicità".... tutti corrono silenziosi e rancorosi inseguendo qualcosa che non sanno nemmeno definire... si vestono di invidia e gelosia, si avvelenano l'anima.
Non siamo nemmeno più liberi di avere la nostra idea di felicità, perchè ci è già stata dettata dalla comunità, possiamo solo adeguarci...
La felicità di un moderno uomo occidentale consiste essenzialmente in tre cose: soldi, potere, sesso.
Questi tre baluardi della società si potrebbero ricondurre facilmente ad uno solo: il riconoscimento sociale.
Perchè, se avvertiamo il desiderio di avere le tasche piene, non è solo per poterci permettere alcune comodità...abbiamo bisogno della macchina fiammante, dei vestiti firmati, di una mega villa in cui passeremo una settimana all'anno! tutto questo per mostrare la nostra superiorità, per ostentare una ricchezza esclusivamente materiale.
E vogliamo piegare gli altri al nostro potere, vogliamo il mondo ai nostri piedi, perchè ci piace guardare tutto dall'alto, ci piace giocare ad essere Dio, perchè non siamo in grado di convivere con i nostri simili.
E cerchiamo la compagnia di uomini e donne bellissimi, che soddisfino i nostri istinti più bassi (perchè nella nostra natura divina qualcosa di umano è rimasto!), che suscitino l'invidia e l'ammirazione degli altri.

Siamo incapaci di accontentarci, di collaborare, di accettare dei limiti. Siamo perennemente insoddisfatti. E più otteniamo, più diventiamo avidi e aridi. La società si appiattisce, guardiamo con incuranza i veri valori che soccombono schiacciati dal materialismo e dalla superficialità.
Cerchiamo di mostrarci così fottutamente ricchi, ma dimentichiamo di occuparci della nostra anima e della nostra mente.

Non siamo capaci di renderci conto delle nostre fortune, di essere, se non felici, almeno sereni...

Se l'essere umano fosse capace di accontentarsi, la sua vita sarebbe migliore.
Se l'essere umano smettesse di ricercare la felicità, riuscirebbe ad avvicinarcisi di un passo.
Se l'essere umano smettesse di ricercare la felicità, probabilmente, non sarebbe un essere umano.

Il nostro guaio è di essere umani...
08 Nov 2009 

Nell'aria fredda della sera

Ballo e questa musica allaga la mia mente,
ballo e il ritmo forsennato si impossessa con arroganza di ogni mio muscolo,
ballo con questa massa di capelli dorati che danzano davanti ai miei occhi come sottili fili di luce....

Ballo con questa gente, così diversa, ma in fondo troppo uguale,
ballo in mezzo a decine di cuori dal battito accelerato,
ballo circondata da occhi persi tra bagliori psichedelici...

Balliamo, come se nient'altro esistesse,
come se fossimo nati per muovere i nostri corpi caldi d'alcool su una pista affollata.
E l'aria della sera sembra così fredda, la luna un po' troppo luminosa,
gli alberi che ondeggiano al vento troppo calmi.
E il silenzio mi riporta in me,
quella musica lontana suona come la promessa di rinnovate e fugaci gioie.

E io cerco di riprendere contatto con il mio corpo...
cerco il mio cuore e le sento ferito,
cerco il cervello e lo trovo offuscato...


Tra le mie labbra c'è una sigaretta,
il suo fumo mi avvolge, rendendo il mondo ovattato,
come a volermi proteggere,
nascondendo ai miei occhi questo mondo, troppo cattivo, che mi ferirebbe....
06 Nov 2009 

.....vuoto....

il vuoto nel petto che prende forma e si fa spazio tra i miei sentimenti.
un dolore senza nome nè forma che allaga la mia mente
e le parole che scivolano a fatica sulla tastiera
e si allontanano, quasi a voler trascinar via questo dolore.

ma se c'è una cosa che non si può portare via, quella è il vuoto...
l'unica soluzione è riempirlo...
ma il mio vuoto assume sempre più la forma di un buco nero,
che riusucchia tutto ciò che gli si avvicina, annullandolo,
e cresce, cresce e lo sento assorbire anche me,
trascinarmi verso il nulla, verso il grigiore della monotonia,
verso il silenzio che ferisce i timpani...

questo trattino verticale lampeggia sullo schermo,
aspetta paziente che trovi le parole...
lampeggia, come a scandire il ritmo lento e apatico del mio cuore...
lampeggia, regolare, incessante...
e io lo fisso ipnotizzata....

le parole non mi serviranno a nulla oggi, lo so....
è un altro inutile tentativo di sputare via il veleno....

forse questa volta dovrei cercare l'antidoto....

forse anche stavolta, come tante, mi rifugerò nel conforto di altri veleni...
25 Ott 2009 

Nel silenzio

e brucia più che mai l'indifferenza sulla mia pelle,
brucia il ricordo di quello che c'era
e che abbiamo distrutto a colpi di illusioni,
tenendo gli occhi chiusi....
e quando li abbiamo riaperti la luce ci ha accecati,
ci ha travolti dura e spietata come la realtà
Ma era tardi per tornare indietro,
è sempre troppo tardi per tornare indietro.....
a me resta un vago ricordo, una pallida speranza,
a te ho lasciato il dolore,
ti ho colpito con la violenza di un'incosciente,
ti ho abbandonato nell'abisso con l'incuranza di una bambina,
ti ho strappato via i tuoi sogni con la freddezza di chi non sa cosa vuol dire amare...
rimaniamo entrambi sommersi nel nostro silenzio,
in quella distanza così diversa da quello che tu sogni, da quello che io spero....
16 Set 2009 

L'opacità della community

Foto su foto,
facce diverse ma con la stessa espressione, la stessa posa,
la stessa maglietta alzata a mostrare i lucidi e depilati pettorali,
lo stesso celulare che scatta la foto riflettendosi nello spechio...
e in basso gli stessi commenti, dettati sempre dagli stessi pensieri,
sempre con gli stessi errori grammaticali, con la stessa distratta superficialità...
le presentazioni che non rivelano niente, che ci mostrano tutti uguali,
con la stessa personalità, le stesse idee...
e le parole si riducono, si perdono, si dimenticano,
si lasciano sostituire da foto provocatorie e squallidi messaggi...
e tutti inseguono la stessa cosa
qualche minuto di compagnia, qualche lusinga,
quella sensazione che si prova quando si è desiderati,
quella amicizia vuota e fittizia che ci piace accumulare.
Assistiamo all'inevitabile disfatta del pensiero
che affonda nell'omologazione e nella banalità,
come un sasso in uno stagno, che si posa sul fondo,
presente,
ma difficile da recuperare....
06 Set 2009 

.........................

Ogni 3 secondi un bambino muore di fame
Ogni 3 secondi un innocente soffre
Ogni 3 secondi una madre piange sul corpo del proprio figlio
In ogni istante il debole soccombe...

E' la legge del più forte...


E poi non venitemi a parlare di giustizia...

Come è crudele la Natura
che ci getta in questo mondo carichi di ideali,
con la concezione della giustizia,
per poi disilluderci, mostrandoci quanto inutilli siano i nostri fottutissimi nobili ideali,
mettendoci davanti ad una realtà in cui la giustizia non esiste...

Diciamoci la verità,
la giustizia è un'invenzione dell'uomo
è la nostra eterna chimera,
una sorta di speranza che ci consola,
un sogno senza il quale saremmo allo sbando,
preda degli impulsi e di una delirante disperazione...

Ma quale esempio ci dà il nostro Dio di giustizia?
Cosa c'è di giusto in un bambino che soffre la fame?
qual è la sua colpa?

e noi ci affanniamo a scrivere codici, creare tribunali per inseguire quella giustizia che ognuno decanta, ma che nessuno conosce realmente....


02 Set 2009 

ricordi delle mie falsità

C'è una coccarda viola nella mia borsa, ricordo di un antico regalo, una parte del tuo cuore che tu mi hai lasciato...
Credevi che sarei stata la cassaforte del tuo cuore per sempre, illudendoti di conoscere una combinazione che non ti ho mai rivelato....
Ho visto i tuoi occhi posarsi su di me con amore....ora c'è solo quello sguardo freddo e rancoroso che mi fissa senza guardarmi, che finge di evitarmi...
Si sa, l'uomo è una macchina programmata per sbagliare e poi pagarne le conseguenze...io ho sbagliato, ma ora chi paga sei tu...
e questa storia resta così, abbandonata, come una sigaretta accesa e mai fumata, lasciata a consumarsi in bilico sul borbo di un vecchio posacenere....e la cenere si accumula, il fumo continua ad inanellarsi fluido in armoniche e malefiche spirali...quel fumo ti entra negli occhi e fa male...ma io sono lontana ormai, lo sono sempre stata in fondo...
02 Set 2009 

Trattato sulle bionde

"Ci sono bionde e bionde, e al giorno d'oggi questa è quasi una battuta di spirito. Tutte le bionde hanno i loro vantaggi, eccetuate forse quelle metalliche che, sotto la tintura, sono bionde quanto gli zulù, e, per quanto concerne l'indole, sono tenere quanto un marciapiede. C'è la bionda piccoletta e furba che cinguetta e ciangotta, e l'imponente bionda statuaria che con uno sguardo azzurro come il ghiaccio ti mette con le spalle al muro. C'è la bionda che ti guarda dall'alto in basso, e ha un buon profumo, ed è tutta vibrante luminosità, e ti si attacca al braccio ed è sempre tanto, tanto stanca quando l'accompagni a casa. Fa il consueto gesto di diniego e ha il solito dannato mal di capo e tu vorresti stordirla con un colpo in testa, ma in fondo sei lieto di aver saputo dell'emicrania prima di aver investito in lei troppo tempo e denaro e troppe speranze. Poichè l'emicrania la difenderà sempre; è un'arma che non si logora mai ed è mortale quanto il pugnale dei bravi o la fiala di veleno di Lucrezia.
C'è la bionda tenera, accondiscendente e alcolizzata che non si cura di ciò che indossa, purchè si tratti di visone, o di dove va, purchè la meta sia un club notturno di lusso e vi si possa bere champagne a volontà. C'è la bionda minutina e vivace ch'è una piccola camerata e vuole fare a mezzo quando si paga il conto ed è piena di luce e di buon senso, e conosce a fondo la lotta giapponese e può scaraventare a terra un autista di camion facendoselo volteggiare sulla spalla senza saltare più d'una frase nell'articolo di fondo della Saturday Review. C'è la pallida, esangue bionda affetta da un'anemia di tipo non fatale ma incurabile. E' molto languida e molto crepuscolare e parla con una voce bassa che par venire dall'oltretomba, e non puoi toccarla neppure con un dito, in primo luogo perchè non ne hai nessuna voglia e in secondo luogo perchè sta leggendo The Waste Land o Dante nella lingua originale, o Kafka o Kierkegaard, oppure sta studiando il provenzale. Adora la musica e quando l'orchestra filarmonica di New York suona Hindemith sa dirti quale dei sei violoncelli abbia attaccato con un quarto di misura troppo tardi. Mi si dice che anche Toscanini ne era capace. Così sono in due.
E infine c'è la bionda sfarzosa e spettacolare che seppellisce tre gangster e poi sposa due milionari con un milione di dollari ciascuno e conclude la sua carriera con una villa rosa pallido a Cap d'Antibes, con un'Alfa Romeo al completo di autista e vice-autista, e una scuderia di aristocratici squattrinati che tratta dal primo all'ultimo con l'affettuosa, distratta condiscendenza di un vecchio duca quando augura la buona notte al suo maggiordomo"



Raymond Chandler                  
01 Set 2009 

Tracce di me

Riconosco questa aria calda
riconosco questa sensazione....
la testa che gira, il volume che sale
riconosco la freschezza del bicchiere nelle mie mani,
il sapore del mio cocktail, il suo effetto.
sembra di sorseggiarlo da ore...o forse sono io che confondo le ore con i minuti...
o forse è solo l'inconsapevole ricambio del bicchiere nella mia mano
....e rido....
rido senza motivo....
rido perchè in questo momento mi va di ridere...
perchè in questo momento ridere non è così difficile....
rido di una risata lontana che spero possa entrarmi nel cuore...
e sto qui, come ogni sera,
a perdermi nel oceano rosso di quel liquido
che mi fa annegare, che mi riempie di vuoto, che ad ogni sorso mi allontana da me...